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Ouagadougou, tre società del settore estrattivo indagate per evasione

Il procuratore del tribunale di Ouagadougou, Harouna Yoda, ha emesso un comunicato stampa nel quale annuncia l’avvio di un procedimento penale nei confronti di tre aziende operanti in Burkina Faso. Si tratta di Bulk Mining Explosives (BME), African Explosives Limited (AEL) e SOGETRA, la Società Generale di Trasporto / SOCIETE GENERALE DE TRANSPORTS.

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Ball-and-stick model of the part of the crystal structure of ammonium nitrate, [NH4][NO3]. Author: Ben Mills License: public domain

La controversia le vede opposte alla direzione generale delle dogane (DGD), e riguarda l’importazione in Burkina Faso di ingenti quantità di nitrato d’ammonio, composto recentemente salito alla ribalta a causa della grande esplosione a Beirut. La sostanza in questione è un noto fertilizzante utilizzato in tutto il mondo, a base di azoto; viene però utilizzato anche come base per fabbricare potenti esplosivi, utilizzati fra l’altro anche nell’industria mineraria. Nel 2013 la dogana ha infatti rilevato che due aziende, Burkina Mining Compagny (BMC) e Bulk Mining Explosives (BME), tutte specializzate nella produzione di esplosivi per società minerarie, avevano dichiarato che il nitrato di ammonio da loro importato era destinato alla concimazione del suolo per l’agricoltura; in tal modo i dazi doganali sul prodotto chimico erano ammontati al 3,5% anziché al 36% come per il nitrato di ammonio destinato alla sintetizzazione di sostanze esplosive. Le analisi chimiche effettuate da parte delle autorità avevano però confermato il sospetto che si trattasse di sostanze destinate all’industria mineraria, per gli esplosivi. La bassa tassazione su tale fertilizzante è dovuta ad una precisa politica a favore del settore agricolo, ed ovviamente ciò non può essere utilizzato come escamotage per frodare il fisco. Le due compagnie indiziate avevano inizialmente respinto le accuse.
Nel 2015 African Explosives Limited (AEL) ha iniziato anch’essa ad importare il nitrato d’ammonio dichiarando un’aliquota di tassazione al 3,5%, seguita poi anche da MAXAM. L’agenzia doganale aveva ribadito che la tassazione doveva essere del 36%, ed il contenzioso fu quindi portato all’Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) a Bruxelles. Quest’ultima nel 2017 deliberò a favore del governo del Burkina Faso, e pertanto confermò che la tassazione corretta era quella dell’aliquota del 36%. L’agenzia doganale aveva successivamente invitato le società coinvolte a pagare quanto dovuto. MAXAM e BMC si erano adeguate alla decisione; AEL e BME avevano dapprima rifiutato di accettare la decisione della OMD, e proposto invece una soluzione di compromesso definita dal procuratore come fantasiosa. Si è di conseguenza proceduto per vie legali contro le suddette due aziende, che sono state accusate di falsa dichiarazione, contraffazione, falso in scrittura privata e riciclaggio di denaro. Quindi è stata avviata la procedura di sequestro della merce e del pignoramento di conti e beni materiali, che gli inquisiti hanno invano tentato di ostacolare. Il procuratore ha voluto assicurare la popolazione che le scuse addotte dalle compagnie, allo scopo di evitare il sequestro, sono del tutto infondate e che nonostante l’attività di lobbying esercitata, le società SOGETRA, AEL e BME saranno perseguite a norma di legge e dovranno rispondere dei reati commessi, a prescindere da eventuali accordi con l’agenzia doganale che non possono cancellare lo sconfinamento nell’illegalità.

In Burkina Faso le attività di contrasto alle all’illegalità nel settore minerario e nel suo indotto sono sempre molto difficoltose, a causa del peso politico delle grandi compagnie e dell’alto livello di corruzione che investe le istituzioni dai livelli più bassi a quelli più alti. Le inchieste come quella del procuratore Harouna Yoda dimostrano che comunque ci sono persone che non accettano la situazione e combattono per il ripristino della legalità. Si tratta di un importante segnale di cambiamento e di speranza per i Burkinabé ed un ammonimento per coloro i quali credono di poter agire impunemente.

 

 

Fonte: Lefaso

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