Direzione Generale delle Dogane burkinabé: combattere la corruzione interna.

La direzione generale delle dogane (DGD) ha tenuto martedì 28 giugno 2022, attraverso il programma anticorruzione e promozione dell’integrità doganale (A-CPI), una sessione per discutere la percezione dell’integrità doganale del settore privato.

Probabilmente in pochi sanno che il Burkina Faso è afflitto da una piaga che costa alla società miliardi ogni anno: si tratta della corruzione. Un fenomeno praticamente ubiquitario che non risparmia le istituzioni.
Fra di esse anche un settore strategico per la nazione, ovvero quello delle dogane, secondo alcuni uno dei più corrotti in assoluto. Il transito di merci per ed attraverso il Burkina Faso rappresenta un business per chi lo controlla. In passato più volte sono stati arrestati funzionari che ricevevano bustarelle per permettere il transito di merci o per velocizzare le pratiche. Ciò spiega parzialmente il perenne intasamento delle merci che giungono in Africa e devono raggiungere la loro destinazione: più sono i passaggi doganali, più il transito è lento a causa dei controlli (presunti o meno), per cui in molti ricorrono al pagamento sottobanco. Il fenomeno non riguarda ovviamente solo il Burkina Faso.

Ad ogni modo, allo scopo di tentare di arginare il fenomeno, la Direzione Generale delle Dogane del Burkina Faso ha deciso di avviare una sorta di analisi interna, utilizzando una banca dati che permette di verificare l’avanzamento dell’applicazione delle misure previste per la lotta alla corruzione. Lo scopo è quello di individuare le pratiche migliori per sensibilizzare gli operatori sul tema dell’integrità attraverso fattori di valutazione come l’impegno dei primi dirigenti, l’automazione, la trasparenza, lo spirito di corpo, la cultura organizzativa, ecc. Si tratta di un metodo fondamentalmente diverso da quello applicato da organi di controllo quali le organizzazioni della società civile (OSC) o le strutture pubbliche come l’Alta Autorità per il controllo statale e la lotta alla corruzione (ASCE / LC). La Direzione Generale delle Dogane intende infatti focalizzarsi sulla singola persona e sulla sua percezione del fenomeno, punta a far comprendere all’individuo ciò che è sbagliato in un contesto in cui la corruzione è storicamente accettata e non percepita per la sua intera gravità.

Si tratta di un processo le cui radici dovrebbero radicarsi nella società burkinabé nel suo intero, a partire dalla tenera età. Più passa il tempo più gli individui saranno più restii a percepire la corruzione come un fenomeno molto grave ed assolutamente nocivo. In tal senso potrà forse essere utile la formazione in fieri di nuovi giovani funzionari che andranno a rimpinguare le esigue fila della dogana burkinabé.

 

 

 

 

Fonte: lefaso.net