Cucina burkinabé, un concorso nazionale per la promozione.

Uno dei settori più popolari sia a livello continentale che internazionale, è quello della cucina, in special modo quella locale. Parliamo di popolarità fra gente comune, i consumatori, fra stakeholder del settore della ristorazione e del catering, produttori, ma anche su internet, dove la cucina africana vive da tempo una stagione di successo. La cucina della singola nazione viene presentata essenzialmente a livello internazionale, a coloro i quali vogliono scoprire nuove pietanze e nuovi sapori; il social network Twitter per esempio raccoglie decine di migliaia di utenti che postano continuamente fotografie dei propri piatti tradizionali. La cucina regionale, o comunque ristretta ad una zona più piccola, riscontra invece maggior successo fra i locali, che già conoscono e sanno distinguere la provenienza di un certo piatto. Come d’altro canto accade in Italia (famosa all’estero per le “fettuccine Alfredo” e gli “spaghetti meatballs” che invece nessuno mangia in Italia), dove gli Italiani vanno continuamente a caccia di prodotti e piatti tipici di una o di un’altra regione.

Kenkey and Shito. Author: Flixtey License: CC BY-SA 4.0
Kenkey and Shito. Author: Flixtey License: CC BY-SA 4.0

Anche in Burkina Faso esiste una fervente scena culinaria, della quale abbiamo già accennato sulle pagine di questo sito. Se in Africa Occidentale sono Ghana, Costa d’Avorio, Senegal e Nigeria a farla da padrone in quanto a popolarità internazionale, anche altre realtà come appunto Burkina Faso, Togo, Benin per esempio, cercano di ritagliarsi la propria fetta di popolarità e di mercato.
Fra le iniziative degne di nota per promuovere la cucina burkinabé, vi è il concorso nazionale di arte culinaria chiamato “Culinary Queen”, organizzato da Deborah Benao e col patrocinio del Ministro dello Sport, della Gioventù e dell’Occupazione, Abdoul Wabou Drabo. Inaugurata lo scorso 29 maggio 2022, essa ha avuto il suo epilogo sabato 27 agosto 2022 a Ouagadougou. Sei partecipanti giunti alla fase finale si sono sfidati a coppie dinnanzi a pubblico e giuria, presieduta da Akpity Akue George, per un’ora e 15 minuti. Le coppie dovevano preparare e presentare un piatto a scelta.
Dopo una sessione di degustazione seguita da recensioni, la giuria ha emesso il suo verdetto. Hélène Sawadogo e Rachidatou Ouaga (gruppo n°1) hanno ottenuto una media di 7,5 su 12; il gruppo n°2 (Edwige Lankoandé e Bakanho Florence) ha ottenuto una media di 8 su 12, mentre il gruppo n°3 (Rasmata Kiemtoré e Ramata Sawadogo) ha racimolato 7,75 punti su 12. Inoltre i finalisti sono stati valutati anche individualmente. Per questa prima edizione Ramata Sawadogo si è aggiudicata i favori della giuria, che l’ha valutata 16,93 punti su 20. Il suo cospicuo premio consiste in una moto, 75.000 franchi CFA, un buono formativo per la professione del valore di 150.000 franchi CFA, una tenda da campeggio del valore di 65.000 franchi CFA, una bacinella, un kit Maggi, una borsa da mercato a rete e una T-shirt. Oltre a ciò, ella potrà fruire di uno spazio pubblicitario per la sua attività, del valore di 150 milioni di franchi CFA. La signorina intende infatti accedere al mercato della ristorazione, in special modo del caffè. Curiosamente ella è iscritta al terzo anno di programmazione informatica ed al terzo anno di geografia. Che dire, una persona ricca di talenti.
Al secondo posto si è qualificata Rachidatou Ouaga con 16,25 punti su 20. Per lei una lampada solare del valore di 20.000 franchi CFA, una bacinella e un kit Maggi, una maglietta e un buono di formazione professionale del valore di 150.000 franchi CFA. Sono stati premiati anche gli altri quattro finalisti.
La giuria era composta da chef, soggetti che fanno parte di quella platea che l’organizzatrice del concorso intendeva sensibilizzare sulla promozione dei piatti locali.

“Se noti, qui in Burkina Faso, quando riceviamo uno straniero, siamo più propensi a portarlo in un ristorante di lusso per fargli assaggiare piatti dall’estero. Invece dovremmo essere orgogliosi di far assaggiare il il niebè (conosciuto in Italia come fagiolino dall’occhio) oppure il gonré (un piatto a base di foglie di fagiolo e miglio perlato) ad un visitatore, perché è ciò che gli stranieri bramano di più. È necessario conoscere la differenza tra ciò che mangiano loro ed i nostri piatti; se uno straniero viene in Burkina Faso e mangia le stesse cose che mangia nel suo paese, non vedo davvero la differenza. Quindi, è davvero una sfida valorizzare di più i nostri piatti locali”, ha affermato in un’intervista la signora Benao.

La sfida nella sfida non è solo avvicinare i turisti al cibo locale, ma anche convincere gli attori del settore ad investire e promuovere i prodotti tipici all’interno delle proprie attività. Il timore di ristoratori ed hotel infatti è quello di non ottenere un positivo riscontro fra i propri clienti. Difficile dar loro torto, se pensiamo per esempio al turista medio italiano che pretende di mangiare la carbonara anche in Groenlandia…
L’organizzatrice Deborah Benao si è comunque dichiarata soddisfatta di questa prima edizione, nonostante un budget un po’ risicato che ha impedito di accogliere un maggior numero di partecipanti. Per la prossima edizione ella spera che tale ostacolo possa essere saltato.
 

Fonte: Lefaso.net