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Allevamento di maiali a favore del gruppo femminile RATNERE di Salce

Dalla Dichiarazione di fine dei lavori del progetto a favore delle donne di Salce (Altopiano Centrale/Kourweogo/Sourgoubila – BOUANGA) del 2013.

Il paesino di Salce conta circa seimila abitanti di cui più della metà sono donne e 62% sono giovani di età compresa tra da 1 a 24 anni.
Le coltivazioni principali nel paese sono sorgo, miglio e riso. Si alleva anche pollame. Questo serve per il sostentamento delle famiglie. I raccolti raramente raggiungono i 10 quintali per ettaro. La terra povera e senza sostanze organiche non consente raccolti migliori. Spesso vengono usati concimi minerali ma il loro costo rende l’accesso difficile ai contadini già sprovveduti. Non esistono colture industriali. Si sopravvive.
Il progetto di allevamento ovini da ingrasso e maiali da carne in corso sta già dando tanta speranza al villaggio. Le attività che procurano reddito come l’ingrasso ovino, bovino e l’ allevamento suino consentono di ottenere in un tempo massimo di due mesi risorse per l’ auto presa a carico delle famiglie.
Le razze scelte hanno un impatto sui risultati. Per i suini si e scelto la razza Large white molto prolifica (18 lattonzoli alla volta). Una scrofa all’anno può dare una cinquantina di lattonzoli vendibili già al quarto o sesto mese con oltre 40 kg. La carne di maiale, molto consumata nei villaggi e anche nelle grandi città, non è mai sufficiente e la tendenza per il futuro è interessante. Il progetto comprende una fase di formazione su alcuni temi importanti per riuscire a fare un buon allevamento e a termine procurare un reddito al maggior numero di donne possibile (obiettivo 2015: almeno 100 piccole imprese di allevamento nel villaggio). La formazione che si è svolta da parte di un zootecnico sul luogo attorno ai moduli era sui seguenti capitoli essenziali:

• 1. Habitat e igiene degli animali. 2. Alimentazione. 3. Profilassi e cure. 4. Alimentazione e riproduzione degli animali.
• La seconda fase della formazione si è svolta attorno alla capitale in un allevamento privato ben tenuto. Durante 5 giorni una dozzina di signore hanno seguito in modo pratico il funzionamento di un allevamento simile a quello da realizzare. Dopo questo corso pratico durante il quale hanno imparato e messo in pratica le varie tappe, i contatti verranno mantenuti per un cammino insieme. Lo stesso percorso si è fatto per l’ingrasso ovino.
• In toto, il villaggio ha beneficiato di quel minimo che serve per il loro decollo, il miglioramento delle loro condizioni di vita. Una cisterna con un acquedotto, una piattaforma multifunzionale (molino, elettricità, carica batterie, ecc). Una valutazione dell’impatto del progetto verrà fatta da un esperto indipendente per capire quanto meglio vive il villaggio, quanti redditi supplementari girano nel villaggio e come le donne usano il tempo libero dopo aver ottenuto il molino, l’acqua corrente e pulita tutto il giorno in casa, il numero di malattie scomparse in relazione al consumo di acqua pulita, il numero di ragazze scolarizzate e l’igiene generale ecc… Questo insieme di criteri da raffinare ci permetterà di capire se i progetti realizzati hanno avuto un impatto sulla qualità della vita nel villaggio e procurato maggior benessere. In questa situazione di crisi generalizzata si riscopre l’importanza che i sacrifici consentiti dagli uni servono a migliorare la vita e dare speranza.
• L’ingrasso viene praticato a casa sfruttando tutte le risorse disponibili. Il vantaggio risiede nel fatto che almeno tre cicli di ingrasso all’anno procurino reddito per sostenere e risolvere i bisogni di alimentazione, vestiario, educazione dei bambini. Procura un reddito maggiore di almeno 300 euro. La presenza del molino permette di usare la crusca dei cereali per complementare l’alimentazione.
• La disponibilità di acqua potabile erogata dalle fontane alimentate dalla cisterna fornisce acqua pulita priva di batteri per gli animali che cosi crescono indenni di zoonosi e quindi ingrassano meglio.

Infine questo progetto per le donne di Salce, paragonata a quello realizzato nel 1988 -1999 nel comprensorio di Laba, ha portato dei risultati verificabili con la diffusione di pollame di buone razze, di maiali in tutti i villaggi e costituisce una fonte di reddito apprezzabile. Oggi ancora si vedono allevamenti di suini in tutti i paesini e la disponibilità di carne suina nei mercati. La sostenibilità di queste iniziative si esprime anche nella conduzione di allevamenti autofinanziati e gestiti dai beneficiari. A Laba abbiamo introdotto una decina di scrofe, mentre a Salce sono circa 50 scrofe introdotte e quindi il processo di diffusione sarà più veloce dato che le donne hanno beneficiato di un corso elementare di formazione anche per la produzione di capre da carne. Dopo il primo anno oltre 100 donne dovrebbero allevare ciascuna almeno da tre a quattro capi secondo le proprie capacità di nutrimento e cura dei soggetti messi a loro disposizione dalla propria associazione.
Le prospettive sono buone e gli obiettivi del progetto raggiunti e sostenibili.
Per via di conseguenza dichiaro la fine del progetto donne di Salce.

In fede.
Per gli Amici del Burkina Faso
Dr BATIONO Dany Gerome.

 

Nota: Il progetto fu finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano per un ammontare di € 19.516,00 sul totale di € 25.995,40

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