Sanzioni economiche per il colpo di stato, cosa rischia il Burkina Faso.

Il recente colpo di stato in Burkina Faso è stato accolto da parte della popolazione con entusiasmo e speranza, soprattutto auspicando ad un sino ad ora disatteso miglioramento delle condizioni di sicurezza nel paese.
Tuttavia, a livello internazionale si sa, i colpi distato sono quasi sempre malvisti dalla comunità internazionale, soprattutto quando si tratta di conferire il potere a dei militari.

Stati membri dell'ECOWAS: in verde chiaro quelli sospesi.
Stati membri dell’ECOWAS: in verde chiaro quelli sospesi. Author: Carport. License public domain

Com’era da aspettarsi dunque, sul Burkina Faso sono fioccate le sanzioni economiche, soprattutto da parte delle nazioni occidentali ed africane. I primi a muoversi in tal senso, sono stati i membri dell’ECOWAS, la Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale, che ha sospeso la partecipazione del Burkina Faso, così come fece con Mali e Guinea per analoghi motivi. A differenza degli ultimi due però, il Burkina Faso non è stato ancora soggetto a sanzioni economiche, e la junta militare sta trattando affinché non venga meno il fondamentale sostegno alla popolazione ed alle sue attività, già fortemente provata dalle diverse situazioni di crisi che la affliggono. L’ECOWAS ha comunque ritenuto il periodo di transizione di 36 mesi proposto dalla giunta militare per poter arrivare a libere elezioni, troppo lungo, paventando conseguenze nei rapporti; inoltre come condizione ha posto la liberazione dell’ex presidente Roch Marc Christian Kabore. D’altro canto i militari temono un suo ritorno sulla scena politica.
Al di fuori dell’Africa, i partner commerciali ed i vari fondi internazionali che ogni hanno riversano milioni di dollari a sostegno del Burkina Faso, hanno stretto i cordoni delle borse. Secondo il Primo Ministro, Albert Ouédraogo sono diversi i soggetti che hanno fermato il flusso di denaro.

Millennium Challenge Corporation
Author: Millennium Challenge Corporation, U.S. Government. License: public domain.

Gli Stati Uniti hanno ad esempio sospeso il secondo accordo con la Millennium Challenge Corporation (MCC). Essa è un’agenzia governativa statunitense indipendente che lavora per ridurre la povertà globale attraverso la crescita economica. Istituita nel 2004, MCC fornisce sovvenzioni e assistenza a tempo limitato a paesi che soddisfano rigorosi standard di buon governo, anticorruzione e rispetto dei diritti democratici. Venendo meno tali requisiti l’accordo da 450 milioni di US$ per lo sviluppo della rete elettrificata in Burkina Faso, è stato sospeso.
Come quello, molti altri accordi. Se la junta militare pensava di conquistare il potere alla chetichella, si è sbagliata di grosso. L’unica speranza è quella di riuscire a soddisfare la le richieste dell’ECOWAS per evitare le sanzioni ed il collasso economico. D’altro canto buona parte della popolazione burkinabé ancora supporta i militari, nella speranza che riescano a ripristinare un livello di sicurezza accettabile sul territorio. Un aiuto potrebbe arrivare dalla Cina, che però ha attualmente altri problemi, e non vede di buon occhio le variazioni di establishment che turbano gli equilibri precostituiti. L’aumento delle materie prime, in particolar modo combustibili e cereali, che hanno causato l’ennesimo innalzamento dei prezzi, non giocano a favore della junta militare. Il tempo va via via stringendosi. La popolazione vuole risultati.

 

 

Fonte:burkina24.com