Roch Kaboré parla alla nazione.

Sull’onda del sanguinoso attentato a Solhan, i Burkinabé si attendevano una risposta da parte del loro presidente, che è’ finalmente giunta alcuni giorni or sono, attraverso la televisione. In un discorso dagli ampi toni propagandistici, in stile elettorale, Kaboré ha promesso misure appropriate per combattere l’insicurezza, inneggiando all’unità nazionale ed alla coesione sociale.

Roch Marc Christian Kaboré
Roch Marc Christian Kaboré. Image by Letartean – Own work, CC BY 3.0

Un discorso che, a quanto si legge sui maggiori quotidiani del paese, ha lasciato l’amaro in bocca a tanti. Fra le critiche espresse con maggiore frequenza vi è quella di non essere passato dalle parole ai fatti, il discorso ricalca quelle che erano le promesse elettorali all’indomani della sue rielezione. Lo stato inneggia alla coesione, ma si è dimenticato delle periferie, se ne rimane tranquillamente rintanato al sicuro lasciando i civili inermi in balia degli jihadisti; poco può la milizia civile dei VDP, posti dal presidente al centro della strategia antiterrorismo nella periferia della nazione, che con sole due settimane di addestramento devono affrontare criminali meglio armati ed animati da un folle furore religioso. Chiede a cittadini e partiti di sospendere le manifestazioni di protesta ed insoddisfazione per non alimentare l’odio e la diffidenza, per mantenere unito il paese, ma è la sua stessa inerzia a creare spaccature nel tessuto sociale e civile.
Nessun atto concreto è stato annunciato all’interno del messaggio alla nazione, soltanto proclami; secondo alcuni non si tratta di mancanza di risorse, bensì di volontà politica che manca e richiedono un rimpasto di governo, dove si ritiene che anche la corruzione sia corresponsabile dell’inerzia nel rispondere ai terroristi.
Altri ritengono sia indispensabile l’aiuto, in maniera molto consistente, di un esercito straniero; non certo quello francese, ritenuto complice dell’inefficienza governativa, bensì di uno come quello russo, visto come un soggetto che non si farebbe scrupoli nell’utilizzare metodi sbrigativi per eliminare il fenomeno del terrorismo.

Opinioni diverse, con un sottofondo di disappunto verso Kaboré ed il suo governo. Ovviamente anche i partiti politici d’opposizione si aggregano al coro degli scontenti, e chiedono le dimissioni del presidente.

 

 

 

Fonti: burkina24.com, Lefaso.net

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