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Djibo, forze di sicurezza giustiziano 31 persone.

Lo scorso lunedì 20 aprile, l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch ha accusato le cosiddette forze di sicurezza del Burkina Faso di aver giustiziato 31 residenti della città settentrionale di Djibo, in quella che ha definito come una “brutale parodia di un’operazione antiterrorismo” avvenuta il 9 aprile. Secondo le testimonianze raccolte da diversi individui, le vittime sono state giustiziate sommariamente solo poche ore dopo essere state arrestate. Corinne Dufka, Sahel director at Human Rights Watch, ha dichiarato “Il governo deve fermare gli abusi, investigare questo terribile episodio, ed implementare una strategia anti terrorismo che rispetti i diritti umani”. L’organizzazione ha intervistato 17 persone a conoscenza dei fatti; fra di essi, 12 sono testimoni oculari dell’arresto e delle successive sepolture delle vittime. Essi hanno fornito le indicazioni per l’individuazione del luogo di sepoltura e la lista dei nomi dei giustiziati, tutti uomini appartenenti ai nomadi Fulani.
La città di Djibo si trova circa 200 Km a nord della capitale del Burkina Faso, Ouagadougou. Negli ultimi tempi in zona sono stati avvistati uomini armati che si ritiene possano appartenere a qualche gruppo terroristico; dal 2017 Human rights Watch ha documentato in Sahel l’uccisione di 300 civili da parte dei terroristi islamici, soprattutto lungo la linea di confine con Mali e Niger. Anche le forze di sicurezza sono state attaccate. Sempre secondo l’organizzazione, proprio fra il gruppo Fula vi sarebbe stata dal 2016 una campagna di reclutamento per andare ad ingrossare le fila dei gruppi jihadisti. Per tale motivo le forze di sicurezza vedono con sospetto tutti i Fulani, e la popolazione ne fa le spese.
Il Ministero della Difesa, ha dichiarato che lo scorso 10 aprile ha ordinato un’indagine imparziale e rapida dell’accaduto, assicurando che eventuali responsabilità verranno punite adeguatamente.

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