Burkina Faso, scintille col Ghana sulla presenza del gruppo russo Wagner.

Lo scorso 14 dicembre 2022, a margine del vertice Stati Uniti-Africa, durante un incontro con Antony Blinken, capo della diplomazia americana, il presidente del Ghana Nana Akufo-Addo ha dichiarato che il famigerato gruppo Wagner di mercenari russi sarebbe presente in Burkina Faso. La presenza di tale gruppo è ormai nota ed asserita nel Mali, dove ha preso il posto dei soldati francesi nello scacchiere operativo (con quali risultati non è dato sapere per certo). Secondo Nana Akufo-Addo il Burkina Faso avrebbe ceduto un permesso minerario nel sud come contropartita per avere i mercenari. Il presidente ghanese si è detto particolarmente preoccupato per la presenza di Wagner ai confini del settentrionali del proprio territorio; egli ha inoltre affermato che la concessione sarebbe avvenuta in barba a tutte le norme (anche internazionali) che regolano la concessione dei diritti minerari e senza alcuna trasparenza.

Premesso che l’attuale capo di stato burkinabé, capitano Ibrahim Traoré, aveva affermato, secondo quanto riferitoci dal collaboratore dell’associazione Amici del Burkina Faso, di non avere alcun collegamento con i mercenari russi, il ministro dell’Energia, delle miniere e delle cave, Simon-Pierre Boussim tenuto un incontro con le organizzazioni della società civile che partecipano all’Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (ITIE), lo scorso martedì 20 dicembre 2022; scopo, affermare che quanto dichiarato dal presidente ghanese è falso.
Subito dopo però ha affermato che “secondo i testi che regolano il settore minerario in Burkina Faso, il Paese ha la possibilità di fare quello che si chiama baratto. Si tratta di farsi consegnare armi da qualsiasi Paese offrendo in cambio lo sfruttamento dell’oro e assicurando che sia documentato.”
Una dichiarazione quantomeno sibillina, che comunque lascia intuire la verità. Notiamo comunque che il ministro parla di Paesi, non di organizzazioni indipendenti come è ufficialmente il gruppo Wagner. Dunque non conferma né smentisce la presenza dei mercenari sul territorio, bensì parla di armi in cambio dell’oro.

Il Ministero dell’Energia, delle Miniere e delle Cave ha rilasciato un documento (in lingua francese, su https://lefaso.net/spip.php?article118282), del quale riassumiamo qui i punti principali:

-Nessuna licenza è stata concessa a Wagner.
-La società russa che opera in Burkina Faso da oltre 15 anni è Nordgold. Questa società gestisce le miniere di Taparko dal 2007, quella di Bissa Gold dal 2013. Ha inoltre gestito i siti di Samtenga a seguito di un accordo minerario firmato il 31 dicembre 2019. Nel 2017 Nordgold ha presentato una richiesta che ha portato alla concessione del permesso il 7 dicembre 2022 alla società Nordgold Ymiougou SA.
-Nessuna nuova licenza è stata concessa a nessuna compagnia nel sud del Burkina Faso nel 2022. Tutte le compagnie che operano in questa parte del Burkina Faso hanno la loro licenza da anni.

I gruppi civili presenti si sono detti soddisfatti delle risposte ottenute.
Tuttavia, come già detto, non si sa se i mercenari russi siano già presenti in Burkina Faso o se arriveranno; se effettivamente è stato concluso un “baratto” per ottenere armi russe, ed in caso quali e quante; chi utilizzerà eventualmente tali armamenti e se verrà inviato del personale per addestrare i militari burkinabé al loro utilizzo, ed in tal caso chi sarebbero gli istruttori.
In Burkina Faso sono in molti ad invocare la presenza russa come la panacea di tutti i mali della nazione; lo si è visto con le bandiere della Federazione che sventolavano copiose nel corso dell’ultimo colpo di stato. Ma nessuno fa niente per niente.

 

 

Fonte:Lefaso.net