Burkina Faso, Damiba caccia il capo della Difesa.

La sera del 12 settembre 2022 la televisione del Burkina Faso ha annunciato che il capo del dicastero della Difesa, il generale Aimé Barthélémy Simporé, era stato silurato. Il ministero è passato nelle mani del colonnello Damiba, a capo della junta militare che attualmente governa il Burkina Faso. Si tratta di una notizia inaspettata, in quanto i due solo pochi giorni fa avevano compiuto insieme un viaggio istituzionale a Dori, per ribadire l’intenzione di riprendere il controllo del territorio. Non vi sono alo stato attuale spiegazioni ufficiali, tuttavia è presumibile che Simporé paghi l’inefficacia delle sue azioni nella lotta al terrorismo. Inoltre lo stesso giorno Nada Al-Nashif, responsabile ad interim del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (Hrc), aveva denunciato l’aumento di violazioni dei diritti umani, soprattutto a danno di civili appartenenti all’etnia dei Fulani, da parte dei militari coinvolti nelle operazioni contro gli jihadisti. Purtroppo anche sui social network monta l’incitamento all’odio ed alla violenza soprattutto verso tale etnia, ritenuta quantomeno complice, se non direttamente coinvolta, negli attacchi terroristici.
Più passa il tempo, più la junta la potere si rende conto che non bastano i proclami in TV ed i comizi per sconfiggere il terrorismo jihadista; anche parte della popolazione incomincia a spazientirsi per le promesse non mantenute e chi si chiede perché la Russia ed i suoi mercenari non aiutino in maniera decisiva il governo, a fronte delle passate promesse.