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Burkina Faso: come può la cultura combattere il terrorismo?

Come sfruttare la ricchezza culturale per combattere il terrorismo?

A tale quesito intendeva rispondere una conferenza organizzata a Dori nel novembre 2018. I risultati di questa iniziativa del Ministero delle Arti e del Turismo, in collaborazione con UNDP (United Nations Development Programme), sono stati resi noti sabato 8 agosto 2020 a Bobo-Dioulasso.

Alla presenza del il Ministro della Cultura, delle Arti e del Turismo Abdoul Karim Sango, altri due ospiti sono intervenuti.
Il dottor Dramane Konaté, consigliere del Ministero della Cultura, ha esordito con un’interessante osservazione: “La parola vendetta non si riesce a tradurre esattamente in nessuna lingua della nostra terra”. Al di là dei diversi contesti in cui essa si può utilizzare, e quindi delle differenti sfumature di significato, per cui si utilizzano altre parole, ciò riflette un’attitudine della popolazione burkinabé: l’atto stesso di vendicarsi, non era preso in considerazione dagli antichi abitanti della regione. Il funzionario ha poi parlato di resilienza del popolo nei confronti del fenomeno terroristico. Una resilienza che si sviluppa su tre livelli: un primo livello che impegna la responsabilità dello Stato, il secondo che riguarda la comunità, e il terzo che interviene a livello personale. I valori culturali propri della gente del Burkina Faso possono quindi contribuire alla resilienza del popolo da opporre alle azioni criminali degli jihadisti.

Lo storico Bruno Doti Sanou ha poi affrontato la questione dal punto di vista storico – religioso, citando i valori comuni delle diverse fedi che anelano all’amore verso il prossimo ed al rispetto reciproco. Egli ha sottolineato come la sacralità della vita, il rispetto dell’ambiente, l’avversione al suicidio, costituiscano le comuni radici di quelle antiche forme di animismo che venivano osservate nella regione sin dai tempi antichi. Valori ancora oggi attuali, e che contrastano palesemente con l’ideologia jihadista.

Dunque quelle religioni e tradizioni che mostrano gli stessi valori dei padri possono costituire un fronte culturale comune da opporre a quelle forze che mirano alla distruzione ed alla negazione della vita.

Il ministro Abdoul Karim Sango ha concluso auspicando che tali riflessioni possano costituire uno spuinto di riflessione anche per le altre nazioni del continente africano.

 

 

Fonte: burkina24

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