3a edizione del Forum nazionale sull’open source ad Ouagadougou.

Il 28 dicembre 2021 si è tenuto ad Ouagadougou la terza edizione del Forum nazionale sull’open source (FNOS).

foss
foss. From openclipart.org

Titolo della manifestazione è “Riscontri sull’uso del software libero”. Diciamo subito che numerosi sono stati gli stakeholder del comparto che hanno assistito o sono intervenuti. Tra di essi, direttori dei servizi IT della pubblica amministrazione e del settore privato, docenti e ricercatori, studenti, tecnici di settore.

Omar Bougouma Roch, direttore generale di Information Technology e della Comunicazione (DGTIC), il quale rappresenta il Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente e della transizione al digitale, delle Poste e Telecomunicazioni, ha presentato il forum. Questo viene realizzato con lo scopo di facilitare le discussioni sulle sfide e le opportunità per l’espansione dell’open source e del software libero (o FOSS) in Burkina Faso (per capire la differenza fra i due termini cfr: https://it.wikipedia.org/wiki/Differenza_tra_software_libero_e_open_source). Comprendere i vantaggi ed i campi d’applicazione di tale tecnologia costituisce infatti l’unica strada per poter raggiungere quella sovranità digitale che permetterebbe di affrancarsi in certi settori dell’IT dalle multinazionali straniere del software come Microsoft ed Apple, con conseguenti ingenti risparmi per amministrazioni, aziende e privati; nel contempo ciò renderebbe possibile intraprendere la via della formazione, integrazione e sviluppo di soluzioni e personale non dipendente dalle soluzioni IT proposte dalle multinazionali estere. Spesso infatti tali aziende propongono soluzioni gratuite, scontate o con annessi presunti vantaggi, con il chiaro scopo di rendere il bersaglio di tale strategia (scuole, studenti, PMI ad esempio), dipendenti dai loro prodotti. Un concetto molto chiaro che però stenta a fare presa, soprattutto a causa dell’ignoranza della politica e dei suoi strettissimi legami con le suddette aziende, in Burkina Faso ma anche nel resto del mondo. Difficile sfuggire ai loro tentacoli, essendo radicate persino in nazioni autarchiche come la Cina; da notare come tali multinazionali non si facciano scrupoli nell’assecondare le richieste tecniche delle dittature di tutto il mondo. Emblematico il caso della Tunisia di Ben Alì, per rimanere in Africa, dove Microsoft fornì al dittatore gli strumenti tecnici per spiare gli oppositori.

“Come sapete, la sovranità digitale di una nazione si basa sulla sua capacità di produrre e immagazzinare ciò di cui ha bisogno e di consumare ciò che produce. Il campo del software libero non fa eccezione a questa regola” ha affermato con decisione Tontama Charles Millogo, presidente dell’Autorità di regolamentazione per le comunicazioni e le poste elettroniche del Burkina Faso. Egli ha spronato i vari stakeholder a promuovere il software libero e le soluzioni informatiche basate su di esso, a fungere da cassa di risonanza per questo terreno che è ancora fertile, a causa del basso tasso di informatizzazione della popolazione che di conseguenza risulta più aperta mentalmente, non avendo insiti i preconcetti inculcati da una scolarizzazione basata sul software proprietario. Scuole innanzitutto, ma anche PMI, associazioni, realtà medio piccole che possano aumentare le conoscenze e la consapevolezza dei potenziali utilizzatori, i quali possano a loro volta fungere da ambasciatori del software libero e contribuire alla sua diffusione.

flossophy
flossophy From openclipart.org

Anni fa Bill Gates, ex presidente della Microsoft l’azienda che ha fatto del software proprietario la propria bandiera (ed il proprio conto in banca), a precisa domanda durante una conferenza rispose: “L’Africa ha bisogno di pane, non di computer”; fu seguito da scroscianti applausi. Una risposta che ci fa capire tante cose, sia sull’azienda ed il suo fondatore, che sull’importanza del software libero che ad essi si contrappone come motore per l’economia, la scolarizzazione informatica, la sostenibilità ed un mondo equo e solidale. Il software libero è tutto ciò, ma anche di più. perdere il treno, significa diventare schiavi delle compagnie IT estere, con tutti i problemi (sicurezza, sovranità, scambi commerciali, ecc.) che prepotentemente sono assunte alla cronaca italiana ed internazionale in tempi recenti, con particolare riferimento all’utilizzo di tecnologie cinesi in settori sensibili.

Logo progetto GNU. Autore: Aurelio A. Heckert Licenza: CC BY-SA 2.0
Logo progetto GNU. Autore: Aurelio A. Heckert Licenza: CC BY-SA 2.0

Tra i più famosi software liberi citiano, a mero titolo d’esempio, alcuni fra i più utilizzati a livello mondiale: LibreOffice, la suite per l’ufficio; il progetto GNU ed il kernel Linux, alla base di numerosissimi sistemi operativi che girano su di una miriade di apparati con architettura e funzionalità; GIMP, programma per l’elaborazione di immagini; il browser web Mozilla Firefox ed il client di posta elettronica Thunderbird. Persino il cuore degli smartphone e tablet con sistema operativo Android è basato su un progetto chiamato Android Open Source Project – AOSP (che NON è software libero, ma come indica la denominazione, open source), a sua volta basato su kernel Linux. Come si può vedere, anche se la stragrande maggioranza delle persone lo ignora, il software libero e quello open source sono già parte della vita di tutti noi.

 

 

 

 

Fonte: burkina24.com