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Macron ribadisce l’impegno francese nell’operazione Barkhane.

Il presidente francese Macron è intervenuto in videoconferenza al recente summit del G5 Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger, Mauritania e Ciad) di N’Djamena, puntualizzando che non intende procedere al parziale ritiri delle proprie truppe sul territorio, come invece paventato fra la fine dello scorso anno ed inizio 2021. I 600 uomini che dovevno rientrare, fra i più di 5000 stanziati, dovranno dunque attendere tempi migliori.
Nel suo intervento Macron ha ribadito con forza l’intenzione di continuare la lotta alle milizie jihadiste nel tentativo di azzerare i vertici. A un anno dal vertice di Pau, nel sud-ovest della Francia, “Siamo riusciti a ottenere reali risultati nella zona delle tre frontiere”, ha affermato, e non è dunque il momento di allentare la corda e permettere ai terroristi di riorganizzarsi. D’altro canto questi ultimi non hanno certo cessato la propria nefasta attività. Egli ha inoltre ribadito la necessità da parte degli stati sovrani di riappropriarsi dei territori in mano alle milizie jihadiste, ed ha quindi chiesto agli eserciti delle nazioni interessate di proferire un ulteriore sforzo. L’operazione militare Barkhane quindi continuerà con il fondamentale apporto delle truppe francesi e degli altri alleati.
Fra i 23 ed il 24 febbraio, essa ha portato all’uccisione di 11 terroristi ed alla cattura di uno loro. Le azioni hanno avuto luogo nelle località di Tasmakat, Bidy e Fourkoussou, oltre che nella foresta di Bangao (Gorom-Gorom, Oudalan, Sahel). Gli individui in questione sono ritenuti responsabili di recenti attacchi perpetrati ai danni della popolazione civile.


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