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Uomini in uniforme militare hanno massacrato 136 civili fra cui bambini e donne, a Karma, nel nord.

Sono almeno 136 i civili massacrati il 20 aprile 2023 da uomini in uniforme militare nella cittadina di Karma, provincia di Yatenga, Regione del Nord, nel corso di un raid durato 6 ore. Lo ha riferito la ONG CISC, presente sul luogo. In un primo momento si era parlato di 40 cadaveri, ma l’organizzazione non governativa ne ha contati almeno 136, confermando all’eccesso quanto riferito dagli abitanti locali, che parlavano di un centinaio di morti. Fra di essi vi sono anche 50 donne e 21 bambini, alcuni dei quali di meno di un mese d’età, uccisi mentre ancora sulle spalle delle madri. Uccisi anche l’imam, il muezzin e il consigliere per lo sviluppo del villaggio. La giunta militare al potere ha condannato la strage, parlando di “atti barbari” e sollecitando indagini in merito. L’organizzazione Cisc, per bocca del suo responsabile Dauda Diallo, ha anche denunciato l’uccisione nell’area limitrofa di altre 11 persone nello stesso giorno, 6 nel villaggio di Dinguiri, due a Meme e tre sulla strada tra Ouahigouya e Barga. Secondo quanto affermato “I resoconti dei sopravvissuti riferiscono che gli aggressori hanno accusato gli abitanti di Karma di aver dato rifugio ai componenti dei gruppi terroristici”, che sarebbero responsabile dell’attacco jihadista dello scorso 15 aprile, costato la vita a 40 fra soldati e Volontari per la Difesa della Patria. Soltanto ad inizio aprile vi era stato un altro massacro ad Ouahigouya, operato da uomini in uniforme, che avevano lapidato a morte 7 ragazzini appartenenti all’etnia fulana. Sia per quanto riguarda l’eccidio di Karma che per Ouahigouya, CISC attribuisce la responsabiltà dei ai VDP. Prove a supporto di tale tesi erano state presentate anche da diverse testate giornalistiche che avevano analizzato il filmato girato all’interno della caserma di Ouahigouya dove sono stati uccisi i ragazzini, e le immagini satellitari dove si vedevano i corpi.
La società civile burkinabè si sta nel frattempo interrogando sul silenzio delle istituzioni dinnanzi all’ennesimo massacro di civili inermi da parte delle forze di difesa. Nessun rappresentante del governo si è sino ad ora recato sul posto, al di là del freddo comunicato di condanna, non vi sono state particolari prese di posizione. L’impressione è che da un lato la giunta non sappia bene come gestire tali episodi, e dall’altro non intenda stigmatizzare più di tanto l’accaduto per non inimicarsi i VDP che combattono gli jihadisti. In due diverse interviste, il presidente Traoré ha invitato alla calma ed a non trarre conclusioni affrettate, lasciare che le forze dell’ordine conducano le indagini, insinuando persino il dubbio della veridicità dell’evento, e della possibilità che in realtà si tratti di terroristi. A ciò va aggiunto che la comunicazione da parte del governo dell’episodio criminale è giunta solo una settimana dopo, mentre la notizia già era stata diffusa sui social media. Il motivo lo lasciamo intuire ai lettori…

Fonti: lastampa.it, rainews

 

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