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Sesso in cambio di cibo fra gli sfollati in Burkina Faso.

Kaya è una città nella provincia di Samantega, regione del Centro Nord, a poco più di 100Km dalla capitale Ouagadougou.

È sede di un grande campo di sfollati provenienti dal Sahel, che fuggono dal terrorismo e dalla fame; un fenomeno che ha da tempo raggiunto cifre a 6 zeri. Com’è facile intuire, vi sono molte donne e molti bambini, mentre gli uomini validi tentano di proseguire le proprie attività nelle perigliose zone d’origine, oppure si danno letteralmente alla macchia, abbandonando la famiglia, per cercare l’oro.

Donne in Burkina Faso
Donne in Burkina Faso

Un recente rapporto ha rilevato che alcuni leader, coordinatori e funzionari delle comunità locali e delle associazioni umanitarie in Burkina Faso sfruttano le donne chiedendo sesso o denaro in cambio di cibo. Si tratta di coloro i quali in qualche modo gestiscono, in maniera ufficiale o meno, i campi degli sfollati e le loro risorse. Oltre ai campi profughi gestiti direttamente da amministrazioni e agenzie umanitarie, ve ne sono altri non ufficiali che continuano a comparire. Proprio in tali luoghi, meno sorvegliati e di conseguenza maggiormente suscettibili agli abusi, sono state apprese più testimonianze di donne costrette a rapporti sessuali con i suddetti per poter accedere al cibo, in quanto laggiù né lo Stato, né le organizzazioni di volontariato forniscono aiuti alimentari. I numeri di tale fenomeno non sono conosciuti, ma le decine di testimonianze raccolte, sotto la garanzia dell’anonimato per paura di rappresaglie, sarebbero, secondo Sam Mednick, un giornalista di The New Humanitarian autore dell’inchiesta, soltanto la punta dell’iceberg. È facile supporre che non si tratti di episodi ristretti all’area di Kaya, bensì presenti in tutti i campi profughi privi di un adeguato sistema di controllo per gli abusi. Essendo quest’ultimo già difficoltoso nei campi gestiti, è dunque facile supporre che in quelli improvvisati esso sia completamente assente, e di conseguenza gli abusi sessuali siano frequenti. Molte donne, vittime di tale pratica, hanno contratto malattie sessuali, stando al rapporto. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, che fornisce gran parte degli aiuti, scarica le responsabilità sul governo, e quest’ultimo non commenta. Le donne ringraziano.

 

 

Fonte: Voanews.com, Lefaso.net