Nel cuore di Ouagadougou, il barrage di Tanghin sta vivendo una metamorfosi affascinante grazie all’introduzione di un innovativo sistema di piscicoltura attraverso l’installazione di gabbie galleggianti. Questa iniziativa, che combina il sapere tradizionale locale e le tecniche moderne, offre nuove prospettive economiche per i pescatori e i produttori locali.
Situato nella capitale del Burkina Faso, il barrage di Tanghin rappresenta un’importante infrastruttura idraulica suddivisa in tre sezioni: Barrage n°1, Barrage n°2 e Barrage n°3. I barrages n°2 e n°3, caratterizzati da una buona disponibilità d’acqua, si rivelano particolarmente adatti alla piscicoltura e al mercato ortofrutticolo, attirando quindi numerosi produttori e pescatori. Le rive dei due barrages sono animate da venditori che operano all’ombra dei manghi, creando un’atmosfera vivace e piacevole, specialmente durante le calde giornate estive. Dal 2025, nel Barrage n°3 di Tanghin è iniziata un’attività straordinaria di allevamento ittico mediante l’uso di gabbie galleggianti.
La raccolta del pesce avviene dividendosi i compiti: un gruppo circonda la gabbia, mentre un altro gestisce la rete di protezione. I pesci vengono gradualmente trasferiti in ceste, pronte per la vendita. Dalla riva del barrage, i pesci raccolti sono immediatamente venduti ai commercianti di pesce fresco o destinati al consumo domestico, evidenziando l’efficacia del sistema.
Tuttavia i commercianti ittici esprimono preoccupazione per i prezzi elevati, che secondo loro dovrebbero aggirarsi invece intorno ai 1500 CFA al chilo, per poter avere un certo margine di guadagno al dettaglio. Il direttore generale delle risorse ittiche, Moustapha Tassembédo, sostiene invece che, pur comprendendo le preoccupazioni sui costi, il prezzo riflette la qualità del prodotto. Sottolinea che le importazioni di alimenti costituiscono oltre il 60% dei costi per i produttori, ed è pertanto auspicabile sviluppare soluzioni nazionali per ridurre tali costi. Essendo rinchiusi in gabbie, i pesci vengono alimentati direttamente da apposito personale.
Per quanto riguarda gli allevatori, le difficoltà non mancano, a partire dalla mancanza di esperienza per la nuova tipologia di pesca. Adjara Ouédraogo, proprietaria di tre gabbie afferma di essere motivata, nonostante le difficoltà iniziali e di imparare continuamente dall’esperienza. Come gli altri, ha beneficiato di aiuti statali che hanno reso i costi dell’alimentazione molto più accessibili, facilitando la sua attività. Si è rivelato infatti fondamentale per la nuova attività il sostegno istituzionale. Secondo Aïcha Sana, direttrice regionale dell’agricoltura, il Burkina Faso importa una grande quantità di pesce, e la produzione al barrage di Tanghin è una risposta alle sfide di autosufficienza alimentare. Il governo, in collaborazione con il ministero delle risorse ittiche, offre pertanto supporto tecnico oltre che finanziario ai produttori per garantire buone pratiche e massimizzare la produzione.
Come da buone pratiche, lo sviluppo deve procedere di pari passo con la sostenibilità; infatti è stato deciso che solo 50 produttori possono gestire il bacino. Sulle loro attività veglia un responsabile, Mamadou Doumbia, i cui compiti includono il coordinamento dell’installazione delle gabbie e delle attività legate al bacino. Si è iniziato con la suddivisione del sito ed il supporto ai produttori per l’installazione delle gabbie secondo le norme stabilite, per arrivare sino alla raccolta. Considerando l’importanza delle attività svolte, sia per la sicurezza alimentare che per la salute delle popolazioni, è fondamentale prestare attenzione ad ogni aspetto riguardante la sicurezza del bacino. Mamadou Doumbia è intermediario tra i produttori e la Direzione generale delle risorse ittiche; in tal modo a fronte delle 40 gabbie previste inizialmente, e della forte richiesta, si è trovato l’accordo per 50 gabbie, tenendo in considerazione le potenzialità dell’ specchio d’acqua. Non tutto però è rose e fiori: Mamadou Doumbia è preoccupato per il livello dell’acqua che tende a diminuire durante la stagione calda in Burkina Faso, anche se al momento la quantità d’acqua si mantiene ad un buon livello, sebbene aprile sia il mese più caldo del paese. C’è poi la problematica relativa al dragaggio del bacino, con alcuni produttori che lo hanno richiesto per ottenere una maggiore profondità dell’infrastruttura idraulica, il che garantirebbe una quantità d’acqua sufficiente per la sostenibilità delle attività, permettendo una produzione per tutto l’anno. E se vogliamo ci sarebbero anche la necessità di una imbarcazione a motore per spostarsi sul bacino e la questione della mancanza di un parcheggio, situazione che costringe gli utenti a sostare lungo la strada che sarà presto asfaltata; ultimo il bisogno di uno spazio per il deposito temporaneo dei pesci.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, celebrata il 22 marzo 2025, l’Agenzia dell’acqua del Nakambé ha annunciato un progetto di dragaggio del Bacino di Tanghin per l’anno 2026, proprio col tema “Preservazione delle risorse idriche, garanzia di sicurezza alimentare e resilienza climatica nel Burkina Faso”. Nonostante le sfide, gli attori coinvolti dimostrano un’incredibile resilienza e voglia di innovare, promettendo di trasformare l’acquacoltura locale e migliorare le condizioni di vita delle comunità circostanti.

