Andemtenga, la piaga dell’abbandono scolastico.

Durante l’anno scolastico 2020-21 1.148 studenti, tutti della scuola primaria e secondaria di Andemtenga, provincia di Kouritenga nella regione Centro Est, hanno abbandonato i libri. Un problema denunciato da insegnanti e genitori che coinvolge l’intera comunità del villaggio rurale. Da privilegio, a diritto, ad impiccio. Sono 830 studenti delle scuole elementari e 318 di medie e superiori, coloro i quali hanno deciso di lasciare gli studi perché considerati, in parole povere, un fastidio. Abbagliati dal miraggio di una vita migliore, persino i bambini delle scuole elementari affrontano il rischio di lunghi viaggi fino all’attraversamento di frontiere per recarsi in Guinea, Mali, Costa d’Avorio, dove vanno a cercare l’oro. La scuola non garantisce più un futuro, secondo quei giovani, meglio le pepite che libri ed insegnanti, meglio l’oro che loro!

The dance company of Andemtenga in action during the Nakoobo ceremony of the mossi chief Naaaba Zomb Wobgo at Andemtenga, province Kouritenga, Burkina Faso
The dance company of Andemtenga in action during the Nakoobo ceremony of the mossi chief Naaaba Zomb Wobgo at Andemtenga, province Kouritenga, Burkina Faso Author: Sputniktilt License: CC BY-SA 3.0

Una piaga difficile da sanare, secondo gli insegnanti ed i rappresentanti dei genitori. Ignoranza, ricerca del benessere attraverso vie presumibilmente più facili da percorrere sono fra le ragioni della fuga. I ragazzi vedono ritornare gli ex compagni dopo un anno, a bordo di fiammanti motociclette nuove, difficile resistere alle sirene del facile guadagno, talvolta supportato anche dai genitori. Perché sgobbare curvi sui libri al lume di una candela per anni, senza la garanzia di un ritorno, quando con l’oro il guadagno è immediato?
La politica locale chiede al governo di prendere delle misure per arginare il fenomeno, bloccando il flusso alle frontiere e sanzionando i genitori complici.

Purtroppo l’abbandono scolastico al di là del miraggio del facile guadagno nasconde una triste realtà. Quella di coloro i quali nelle miniere ci muoiono; spesso bambini piccoli che riescono ad insinuarsi negli stretti cunicoli degli scavi artigianali, e che vi rimangono, imprigionati dai crolli. Quella del traffico di esseri umani, di giovani che finiscono in mano alla malavita, ai terroristi, ai trafficanti di organi umani.


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Fonte: Lefaso.net

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