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All’ONU il Burkina Faso vota contro la risoluzione a favore della restituzione dei bambini ucraini rapiti dalla Russia.

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Di See File history below for details.Denelson83, Zscout370 ve Madden – Flag of the United Nations from the Open Clip Art website. Modifications by Denelson83, Zscout370 and Madden. Official construction sheet here.(1946-presentUnited Nations) The United Nations flag code and regulations, as amended November 11, 1952, New York. Archived from the original on 13 settembre 2001. Retrieved on 2 dicembre 2023. OCLC: 7548838., Pubblico dominio

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha recentemente espresso una posizione di grande fermezza riguardo alla questione dei bambini ucraini trasferiti o deportati in Russia, lanciando un appello forte e chiaro contro tali pratiche. Con 91 voti favorevoli, 12 contrari e 57 astensioni, i membri hanno approvato una risoluzione che chiede alla Federazione Russa di garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato di tutti i minori coinvolti. Questa iniziativa, pur non essendo vincolante, porta con sé un notevole peso politico e morale, definendo le deportazioni come una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra.

Nel corso dell’apertura della sessione, la Presidente dell’Assemblea Generale, Annalena Baerbock, ha evocato il racconto straziante di un ragazzo ucraino rapito, sottolineando la gravità di quanto accade: «Immaginate di avere 16 anni […] quando all’improvviso soldati armati irrompono in casa vostra». Le sue parole hanno evidenziato non solo la tragedia degli individui coinvolti, ma anche il profondo impatto sulla società e sul diritto internazionale.

Mariana Betsa, vice ministra degli Esteri ucraina, ha presentato il testo chiedendo di mantenere il focus sull’aspetto umanitario della questione: «Questa risoluzione non riguarda la politica. Riguarda l’umanità». Ha segnalato il numero inquietante di almeno 20.000 bambini deportati e ha condannato la mentalità che li considera “trofei di guerra”, affermando che “nemmeno un solo bambino dovrebbe essere separato dalla propria famiglia”.

Durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti il direttore esecutivo dello Yale Humanitarian Research Lab (Hrl), Nathaniel Raymond, sono invece almeno 35mila bambini ucraini sono stati coinvolti, tra gli 8 mesi e i 17 anni al momento della cattura, e sono temporaneamente o permanentemente sotto la custodia della Russia.

Molti rappresentanti europei hanno sostenuto la natura sistematica di queste deportazioni. La Germania ha richiamato l’articolo 8 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, mentre la Repubblica Ceca ha chiarito che tali atti costituiscono crimini di guerra! Il delegato britannico ha descritto il processo di imposizione forzata di curricula russi come un tentativo “spregevole” di cancellare l’identità ucraina. La Lettonia, parlando anche per Estonia e Lituania, ha denunciato il trasferimento dei minori come una strategia deliberata nella guerra russa, mirando a disintegrare il futuro dell’Ucraina.

L’Italia, attraverso l’intervento dell’Ambasciatore Maurizio Massari, ha ribadito il suo “sostegno incrollabile all’Ucraina”, qualificando le deportazioni come “abominevoli violazioni del diritto internazionale”. Il diplomatico ha messo in risalto l’urgenza di ripristinare la dimensione umanitaria del conflitto, sottolineando come migliaia di bambini e genitori stiano vivendo orrori inimmaginabili.

In risposta, la Russia ha respinto la risoluzione, etichettandola come una menzogna. La vice ambasciatrice russa Maria Zabolotskaya ha accusato l’Occidente di utilizzare i bambini come strumento politico, mentre la Corea del Nord e il Venezuela, quest’ultimo a nome del gruppo degli Amici della Carta ONU, hanno espresso posizioni contrarie, indicando che il testo rischia di politicizzare questioni profondamente umanitarie. Analogamente, anche Burkina Faso e Mali si sono opposti alla risoluzione, forse perché secondo i loro rispettivi governi i bambini ucraini non hanno gli stessi diritti dei loro bambini, in nome dei quali richiedono denaro, aiuti, e soprattutto armamenti per combattere quei terroristi jihadisti che li rapiscono e li plagiano, li inizializzano al loro credo per poi mandarli a combattere contro le loro stesse famiglie! Come la Federazione Russa con l’Ucraina.

 

Fonti: https://it.euronews.com/2025/12/04/la-russia-ha-mandato-bambini-ucraini-rapiti-in-corea-del-nord-secondo-funzionari-di-kiev . RaiNews, Osservatore Romano, https://lavocedinewyork.com/