Soldati del gruppo interforze G5 Sahel accusati di stupro.

In una dichiarazione rilasciata a Niamey (Niger) in data 3 aprile 2021, l’ufficio stampa della G5 Sahel Joint Force ha informato che la Forza è venuta a conoscenza di accuse di violazioni dei diritti umani che coinvolgerebbero una delle sue unità. Si tratta, secondo il comunicato stampa, dell’8° battaglione della Forza, composto da Ciadiani e che è schierato nella zona dei tre confini. Secondo le informazioni ricevute, diversi casi sono stati già appurati e si riferiscono ad atti di stupro e tentato stupro.

A seguito di queste accuse è stata ritirata la brigata incriminata dell’FC-G5S di Téra, cittadina del Niger a soli 90Km da Dori, nel Burkina Faso. Dai risultati preliminari è emerso che sono tre i casi confermati di stupro, di cui uno su una bambina di 11 anni, e altri due casi su donne sposate, in presenza dei loro mariti tenuti sotto tiro.

Una missione guidata dal comandante della Force Center Zone si è poi recata nella località di Téra per conoscere i fatti e incontrare le autorità locali e confrontarsi col battaglione ciadiano. La bambina vittima di stupro è stata immediatamente presa in custodia.
Di fronte a fatti così gravi, l’FC-G5S, in collaborazione con le autorità nigerine e ciadiane, ha adottato le seguenti misure:

-Il ritiro immediato degli imputati dalla Forza;
-Conseguente rimpatrio nei paesi di origine degli stessi;
-Avvio di sanzioni disciplinari;
-L’apertura di un’indagine penale di concerto con i sistemi di giustizia penale in vigore (compresa la cooperazione giudiziaria penale tra Niger e Ciad);
-L’immediato presa in carico delle vittime;
-Il richiamo formale del requisito del rispetto dei diritti umani e del dovere di esemplarità dei soldati della Forza, che deve essere rivolto da ciascun comandante di battaglione ai soldati posti ai suoi ordini.
L’FC-G5S obbedisce a regole rigorose in questo settore e dispone di strumenti e procedure interni intesi a prevenire e reprimere questo tipo di crimine.

È stata prontamente istituita una commissione d’inchiesta capeggiata da un pubblico ministero nigerino, allo scopo di verificare i fatti ed individuare i colpevoli. La giustizia civile indagherà, ma poi sarà da verificare le se e quali provvedimenti verranno presi dalla giustizia militare, che tra l’altro è di un altro paese. Dal canto suo, i vertici del gruppo interforze hanno assicurato la massima collaborazione e tolleranza zero nei confronti dei colpevoli.

Purtroppo i militari dei gruppi interforze non sono nuovi a questo tipo di episodi, soprattutto in Africa. Uganda, Congo, Repubblica Centrafricana, Ruanda, Burundi… In quante nazioni la cronaca ha registrato violenze contro la popolazione civile da parte di coloro i quali erano stati inviati per proteggerli? Purtroppo spesso i militari altro non sono che banditi, sbandati, mercenari arruolati nelle forze regolari per esigenze etniche e politiche, per non averli come nemici. Spesso ciò viene ottenuto con promesse più o meno velate di impunità- A ciò aggiungiamo una mentalità diffusa per cui la violenza contro le donne è spesso tollerata a vari livelli.


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