Sicurezza: varato il progetto “Rafforzare la sicurezza delle frontiere in Burkina Faso”.

Giovedì 30 giugno 2022 a Bobo Dioulasso, l’OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni) ha avviato il progetto “Rafforzare la sicurezza delle frontiere in Burkina Faso”. L’OIM è un organizzazione internazionale fondata nel 1951 che si occupa di migrazioni, di cui l’Italia rappresenta uno dei fondatori.

Fonte: International Organization for Migration. License CC BY-SA 4.0
Fonte: International Organization for Migration. License CC BY-SA 4.0

La presentazione, diretta agli attori istituzionali a vario livello, è avvenuta mediante un workshop per spiegare nel dettaglio i contenuti del progetto. Si cerca così di raccogliere l’adesione delle autorità interessate allo scopo di stilare un protocollo comune di intenti e best practice da implementare allo scopo di “migliorare la sicurezza delle frontiere e a rafforzare la resilienza delle comunità contro l’illegalità nelle zone di confine del Mali, Burkina Faso e Niger, attraverso un approccio più sostenibile e integrato alla gestione delle frontiere” – come dichiarato da Hamidou Dipama, Project Officer presso IOM.

Come ricordato da Aminata Sorgho/Gouba, Alto Commissario per la provincia di Comoé, dal 2015 il Burkina Faso sta affrontando una crisi di sicurezza senza precedenti. I terroristi imperversano impuniti nell’area di confine fra Burkina Faso Mali e Miger, colpiscono e fuggono oltre confine, si stabiliscono in zone franche dove possono costruire le loro basi, forti del terrore che incutono nelle popolazioni locali. Il progetto è rivolto alle istituzioni locali transfrontaliere perché ci si è resi conto che un tradizionale approccio del tipo “ognuno a casa sua” si è rivelato sino ad ora inefficace. Se da un lato le diverse nazioni faticano a trovare un comune denominatore sotto cui operare (il fallimento del G5 Sahel è sotto gli occhi di tutti) a causa di atavica mancanza di fiducia reciproca, malfidenza ed instabilità politica interna, tocca alla buona volontà degli attori locali trovare il modo di arginare la criminalità dell’area, pur con l’indispensabile aiuto dello Stato, e sotto il coordinamento di un’istituzione sovranazionale come l’OIM.

Nel concreto, il finanziamento del progetto consentirà la costruzione di stazioni di polizia di frontiera, attività di formazione per lo sviluppo delle capacità, sensibilizzazione del pubblico e la realizzazione di un quadro per il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e l’istituzione di un coordinamento della sicurezza municipale in queste due regioni.
Queste cinque grandi azioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo di rafforzare la sicurezza transfrontaliera e contrastare la criminalità diffusa nelle zone di confine interessate dal progetto. Quest’ultimo è già stato avviato in Mali e Niger.

Esso avrà la durata di 24 mesi, e varrà realizzato grazie al fondamentale finanziamento dell’Italia, già da gennaio 2022.

 

 

Fonte: lefaso.net