Perché la vaccinazione per Covid-19 in Burkina Faso stenta a decollare?

Il 30 maggio 2021, il Burkina Faso ricevette le prime dosi di vaccino per il Covid-19. Il 2 giugno venne lanciata una campagna nazionale, con tanto di servizi televisivi che mostravano il ministro della salute ed altri esponenti politici che si sottoponevano alla prima iniezione. Tuttavia sino al 31 agosto 2021, sono state vaccinate solo 118.019 persone. Quale la causa di un numero così basso?

SARS-CoV-2
Questa illustrazione, creata presso i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), rivela la morfologia ultrastrutturale esibita dai coronavirus. Notare le punte che adornano la superficie esterna del virus, che conferiscono l’aspetto di una corona che circonda il virione, se osservate al microscopio elettronico. Un nuovo coronavirus, denominato Coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2), è stato identificato come la causa di un’epidemia di malattia respiratoria rilevata per la prima volta a Wuhan, in Cina, nel 2019. Autori: Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM. License: public domain

Le motivazioni, stando a quanto rivelano alcuni cittadini di Ouagadougou ed i social network locali, sarebbero diverse.
Si lamenta la mancanza di una (corretta) informazione sia sul virus che sui vaccini. Essa è forse sufficiente nei grandi centri, ma nei villaggi e nelle zone remote non pare essere efficace. Ne consegue che molti nemmeno sono al corrente dell’esistenza della pandemia; altri ignorano che esistano i vaccini, quali siano, quanti e quali le differenze. Ci sono poi persone che pur sapendo del virus non lo ritengono pericoloso, in quanto poco diffuso in Burkina Faso; addirittura si domandano come mai COVAX ed altre iniziative spediscano i vaccini in Burkina Faso e nelle altre nazioni africane, quando la pandemia è molto più diffusa in Europa! In altre parole, non ritengono il vaccino necessario, almeno in questa fase. Anche in Burkina Faso, non mancano i complottisti, che ritengono che dietro al Covid-19 esitano complotti più o meno chiari: dal governo locale alle forze straniere (secondo alcuni, motivo per cui i vaccini vengono inviati in Burkina Faso invece che in Europa), dalle dittature sanitarie a nuove forme di imperialismo colonialista occidentale. Certi si domandano come mai l’Europa sia tanto generosa nei loro confronti: non sarà che vogliono prima sperimentare le cure sugli africani, cosa già accaduta nel passato? Sono realmente efficaci o no? Ci sono effetti collaterali? Tutte domande assai comuni anche in Italia, a cui la scienza ha pienamente ed adeguatamente risposto, che in taluni casi non viene adeguatamente comunicato, in altri bellamente ignorato. C’è anche chi vorrebbe fare ricorse esclusivamente alla medicina tradizionale.
Esiste poi il problema dei canali informativi: da un lato quelli ufficiali come televisione e giornali, dall’altro i social network che molto spesso sono affollati di fake news prese un po’ ovunque e senza alcun fondamento scientifico. D’altro canto anche chi potrebbe sensibilizzare la popolazione, come le istituzioni scolastiche, faticano talvolta a districarsi fra le diverse fonti, e pertanto non riescono ad informare sufficientemente gli studenti. Va comunque detto che esse costituiscono un fronte importante nella lotta al virus, insegnando le buone pratiche per combatterne la diffusione.
Colpisce comunque il fatto che i cosiddetti scettici non siano esclusivamente parte della fasce di popolazione meno istruite: una buona fetta di studenti universitari e persone scolarizzate si è lasciata influenzare da canali informativi dubbi ed ha contribuito a sua volta alla diffusione di fake news.

Come sempre, una corretta e capillare informazione rimane l’unica barriera contro la becera ignoranza ed il complottismo di bassa lega.

 

 

Fonte: Lefaso.net, Twitter, Facebook