La Diocesi Cattolica di Ondo ha espresso la propria ferma condanna e considera inaccettabile l’improvvisa e inaspettata demolizione del Memorial Park di Owo. In una dichiarazione rilasciata il 25 giugno, Mons. Jude Ayodeji Arogundade, Vescovo di Ondo, ha lamentato la decisione del Governatore dello Stato di Ondo, Lucky Aiyedatiwa, di abbattere il parco commemorativo eretto in memoria delle vittime dell’attentato alla chiesa di San Francesco di Owo, avvenuto domenica 5 giugno 2022.
Il Vescovo ha sottolineato che questa azione rappresenta una “violazione del nostro comune rispetto per la dignità della vita e del ricordo che condividiamo dei nostri 41 fratelli e sorelle ingiustamente uccisi”. La realizzazione del Memorial Park era stata un atto di riconciliazione e di supporto alle famiglie delle vittime, un’iniziativa del governo statale mirata a creare uno spazio neutrale e comunitario per la memoria, la riflessione e la guarigione collettiva dopo il tragico attacco terroristico.
Mons. Arogundade ha ricordato che il parco commemorativo era stato progettato e costruito dall’amministrazione del precedente governatore di Ondo, Arakunrin Oluwarotimi Akeredolu, con lavori iniziati a marzo 2023 e completati entro giugno dello stesso anno. Durante tutto questo periodo, non erano state espresse obiezioni né proteste da parte di alcun ente. Inoltre, è stato chiarito che il sito era stato legittimamente acquisito e sviluppato dal governo statale, designato pubblicamente come parco commemorativo per onorare le vittime, e benedetto dalla Chiesa.
In risposta a questa distruzione, Mons. Arogundade ha indicato che “non appena abbiamo appreso della demolizione, la Diocesi ha redatto una lettera indirizzata al Governatore dello Stato di Ondo, richiedendo un’udienza ufficiale per comprendere le ragioni sottostanti all’abbattimento del Memorial Park”. Tuttavia, al momento della presente dichiarazione, sono trascorse oltre 72 ore senza ricevere alcuna risposta dall’ufficio del Governatore.
La Diocesi di Ondo rinnova il proprio appello affinché venga rispettata la memoria delle vittime e si ripristini la dignità delle loro famiglie, auspicando un dialogo costruttivo e rispettoso tra le autorità e la comunità.
