Mansila isolata dai terroristi.

Disperato appello di Issa Barry, vicesindaco di Mansila, nella provincia di Yagha, Sahel. Redatto lo scorso 5 settembre 2021 in seguito ad un’assemblea generale, esso presenta la difficile situazione in cui si trova il comune rurale. I terroristi da tempo imperversano nella zona; all’inizio rivolgevano le loro attenzioni alle forze dell’ordine, scuole, stazioni, edifici amministrativi; ora attaccano indiscriminatamente anche i civili, alcuni dei quali sono stati uccisi. In particolare i terroristi hanno preso di mira le donne. L’esercito giunto sul posto nelle scorse settimane aveva parzialmente risollevato la situazione, ma in risposta i terroristi hanno circondato ed isolato l’area. Di conseguenza nessuno può entrare od uscire, ed i generi di prima necessità scarseggiano.
Issa Barri riferisce che i terroristi hanno imposto l’uso del burqa alle donne e della barba lunga agli uomini; le loro azioni sono tese a destabilizzare il tessuto sociale e religioso (sono arrivati persino a profanare delle tombe), la coesione, l’armonia; ad interrompere il funzionamento di scuole, amministrazione pubblica e trasporti. Con tutto fermo, l’economia soffre pesantemente e la povertà aumenta; persino i sito per l’estrazione dell’oro sono divenuti off limit. Le mandrie sono state razziate, campi e raccolti abbandonati.
Dai villaggi circostanti le persone fuggono verso Mansila in cerca di protezione. Nel solo giugno 2021 nella provincia si sono registrati 10.834 sfollati interni, di cui 6.051 a Mansila.
Per tentare di lenire la situazione, le autorità inviano derrate alimentari, grazie al supporto del World Food Program, ma le difficoltà logistiche, dovute all’insicurezza, sono molte. Il comune si organizza, i cittadini fanno ciò che possono, ma è impellente ripristinare l’autorità per poter riprendere il corso normale della vita cittadina.


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Fonte: Lefaso.net