Con un colpo da maestro degno del mago David Copperfield, il generale Assimi Goita ha appena tirato fuori dal cilindro un nuovo trucco: un mandato presidenziale di cinque anni, rinnovabile “quante volte è necessario”. E chi ha bisogno di elezioni quando hai una bacchetta magica, o meglio, un decreto firmato martedì? Bravo Goita, stai finalmente diventando un dittatore serio, di quelli che una volta arrivati al potere non se ne vanno più, e poi trasmettono la carica a qualche parente, se proprio deve morire. Cosa che nelle dittature militari non è sempre scontata, c’è sempre un possibile decreto dietro l’angolo per vietare la morte del leader al potere…
Ma non finisce qui! Questo colpo di scena è il risultato delle “raccomandazioni” di un dialogo nazionale che, a quanto pare, ha visto più boicottatori che partecipanti. I partiti politici, stanchi di essere invitati a una festa dove il DJ suona solo canzoni militari, hanno deciso di restare a casa. Che cosa si fa quando non hai ospiti? Si… sciolgono le feste! Anzi, le politiche. A maggio, Goita ha proibito tutte le feste, ehm, le associazioni di partiti politici. Chi ha bisogno di opposizione quando puoi semplicemente eliminarla? Magari nel suo prossimo decreto scioglierà tutte le compagini del locale campionato di calcio tranne una per cui tutti dovranno tifare; oppure si proclamerà leader della Chiesa Univoca Unificatrice del Mali!
È sotto gli occhi di tutti il fatto che la vita sociale a Bamako sia diventata, diciamo così, piuttosto movimentata… Con il tasso di rapimenti di attivisti pro-democrazia in aumento, sembra che gli imbucati alle feste ora siano delle vere e proprie bande di pirati del XXI secolo, pronte a rovinare la giornata a chiunque osi alzare la voce. Che bel clima! E non per colpa del cambiamento climatico!
Ora, non dimentichiamoci del contesto: il Mali sta vivendo una sorta di reality show politico, dove le regole cambiano ogni giorno e i colpi di scena sono all’ordine del giorno. Goita, il nostro eroe con due colpi di stato nel curriculum, è come il concorrente di un talent show che continua a vincere grazie a lampi di genio e colpi di scena. Ciò nonostante i “piccoli” problemi come l’insurrezione di jihadisti e Tuareg che, nonostante l’appoggio dei mercenari russi ed i continui proclami di successi militari sul campo, non accenna a diminuire.
Insomma, il futuro di Mali sembra promettere un lungo cammino verso il 2030! Chissà cosa ci riserverà il prossimo episodio di questa soap opera politica, dove il protagonista ha già deciso che le elezioni non fanno parte della trama. Per ora, però, preparatevi a ridere (o piangere) mentre il sipario si alza su un’altra stagione di governabilità… senza consultazioni!
Ma state tranquilli, Goita non lo fa perché attaccato alla poltrona: glielo chiede il popolo!
Quanto scommettiamo che Burkina Faso e Niger seguiranno a ruota? Sempre per volere del popolo eh…
