Kaya, la scuola via radio.

Presso il campo profughi di Kaya, capoluogo della regione Centro Nord, si trovano numerosi bambini e ragazzi fuggiti dalle loro case a causa del terrorismo. Fra le varie difficoltà che devono affrontare, vi è la mancanza di una scuola a loro dedicata. Gli istituti del comune infatti non possono ospitare tutti gli studenti rifugiati, tuttavia agli studenti rimane una possibilità per non perdere del tutto le lezioni.

Savane FM in Ouagadougou.
Savane FM in Ouagadougou. Author: DFID – UK Department for International Development Source: https://www.flickr.com/photos/dfid/12322451785/ Lilcense: CC BY 2.0

Tale possibilità è offerta dalla radio. Programmi scolastici di base vengono infatti proposti in FM ai chi a scuola non ci può andare. Un tavolo con l’apparecchio, sedie per gli scolari sotto il cielo, ed un mediatore. I bambini ascoltano in religioso silenzio. Il conduttore spiega, poi fa domande ad una studentessa presente in studio; i bambini vengono anch’essi invitati dal mediatore presente in loco a rispondere. Niente di eccezionale per il Programma di educazione radiofonica (PER) del Sahel, ideato dal Consiglio Diocesano di Comunicazione (CDC) ed istituito nel 2016 per garantire la continuità educativa dei bambini fuggiti dalle loro case a causa del terrorismo. Soltanto 2 ore alla settimana, per insegnare lettura, scrittura ed aritmetica. Esistono diversi gruppi d’ascolto a Kaya, che ospitano qualche decina di studenti rifugiati, la cui età va dai 6 ai 17 anni. Con l’aumento del fattore insicurezza in Burkina Faso, il programma è ora stato esteso e comprende quindi le regioni Sahel, Nord, Centro-Nord, l’Est e Boucle du Mouhoun; secondo i promotori esso riguarda più di 125.000 studenti, con 50 gruppi d’ascolto, 10 per regione.
Certamente, questo tipo di insegnamento presenta numerose problematiche che è perfettamente inutile rimarcare; tuttavia è sempre meglio di niente, ed anche gli insegnanti mediatori, pur con tutte le limitazioni, si ritengono generalmente soddisfatti di poter usufruire di tale servizio. Quando possibile le ore alla radio vengono integrate con qualche lezione dal vivo. Purtroppo negli ultimi anni è sorto un nuovo problema, l’avvento del Covid-19. Il famigerato virus ha costretto i bambini a rimanere a casa (o in tenda, per i meno fortunati), senza potersi riunire con i compagni. In tale ottica, la radio ha assunto una funzione ancora più importante, rappresentando l’unico raccordo fra lo studente ed il mondo della scuola. Inoltre i programmi radiofonici cercano di inculcare quelle nozioni di base che in futuro dovrebbero consentire o facilitare, l’ingresso dello studente in una scuola vera e propria, quando le condizioni lo consentiranno.

Costruzione della stazione radio di Laba

Va detto che in Burkina Faso, oltre alle emittenti nazionali, esistono quelle locali, che solitamente coprono il territorio di un piccolo comune. L’associazione Amici del Buirkina Faso OdV nel corso degli anni ha sostenuto, col contributo fondamentale delle amministrazioni provinciale e regionale, diversi progetti per l’implementazione di piccole stazioni radio locali. Per esempio a Laba ed a Pissilla. La radio municipale è uno strumento importantissimo per favorire la comunicazione tra l’amministrazione e popolazione.
Essa consente di informare quotidianamente in merito agli avvenimenti locali, alle iniziative ed ai progetti in corso, in lingua francese, ma anche nelle lingue locali. All’occasione, come abbiamo visto, funge anche da maestra. Diviene dunque evidente l’importanza che la radio assurge in quei territori che col tempo divengono sempre più isolati. Non è un caso che esse divengano spesso oggetto delle attenzioni dei vari gruppi terroristici in zona. Nonostante le difficoltà, giornalisti, tecnici, intrattenitori, artisti perseguono nel proporre il proprio indispensabile lavoro attraverso l’etere. La radio rappresenta un mezzo di comunicazione fondamentale in Burkina Faso, ma il loro sostentamento è spesso a rischio a causa della mancanza di fondi: costruire le infrastrutture e dotarsi delle apparecchiature costituisce un primo passo, ma poi bisogna anche mantenerle e proporre i programmi.
La buona notizia è che UNICEF Burkina ha deciso di sostenere il Programma di educazione radiofonica in modo tale che possa essere espanso ad altre regioni ed arrivare a raggiungere circa 300.000 studenti.
Va detto comunque che l’ONU avviò un proprio progetto pilota per l’insegnamento attraverso la radio nel 2019 (cfr. https://video.repubblica.it/mondo-solidale/burkina-faso-a-scuola-grazie-alla-radio-cosi-i-bimbi-del-sahel-potranno-continuare-a-studiare/347391/347974?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1); tutte le iniziative in tal senso offrono una possibilità in più ai bambini meno fortunati. Tuttavia sono milioni gli sfollati interni del paese e fra questi un’enorme platea di scolari che ancora non possono usufruire nemmeno delle lezioni attraverso la radio.

A questo indirizzo potete ascoltare l’emittente radiofonica Manegda FM di Kaya.

 

 

Fonte:Lefaso.net