Sono diversi gli episodi di individui, fra cui giornalisti, attivisti, esponenti del mondo della cultura che da mesi vengono letteralmente sequestrati dai servizi segreti del Burkina Faso e spediti al fronte, inquadrati nella milizia dei Volontari per la difesa della Patria (VDP), quale forma punitiva per aver espresso le proprie idee nei confronti della dittatura al potere. Fra di essi Guezouma Sanogo, presidente dell’Associazione Giornalisti del Burkina Faso, e per radio Femina FM, Phil Roland Zongo, i quali, dopo 4 mesi al fronte dalle parti di Fada N’Gourma, da marzo 2025, tornarono finalmente dalle rispettive famiglie a Ouagadougou alla fine del mese di luglio 2025. La stessa sorte l’avevano subita anche i giornalisti Boukari Ouoba, Luc Pagbelguem, Kalifara Séré riapparsi l’11 luglio dopo 380 giorni.

Guezouma Sanogo venne arrestato presso il Centro Nazionale di Stampa Norbert Zongo a Ouagadougou il 24 marzo da presunti membri dell’Agenzia Nazionale di Intelligence (ANR). Un giorno prima, il 23 marzo, toccò a Roland Zongo essere arrestato nella propria abitazione; la sua cattura venne nascosta sino al momento della sua liberazione.
Questi eventi si verificarono dunque in concomitanza con il congresso dell’Associazione dei Giornalisti del Burkina Faso (AJB), il 21 marzo, durante il quale sia Sanogo che Zongo denunciarono la trasformazione dei media pubblici in strumenti di propaganda. I due giornalisti contestualmente richiesero la liberazione dei colleghi rapiti e costretti al servizio, richiamando l’attenzione sulla grave situazione della libertà di stampa nel paese.
Secondo Reporters without Borders:
“Il ritorno di Guezouma Sanogo e Phil Roland Zongo pone fine al calvario vissuto da questi membri dell’Associazione dei Giornalisti del Burkina – quasi quattro mesi dopo la coscrizione forzata di altri tre membri dell’AJB, tutti rilasciati tra il 17 e il 21 luglio. Questi giornalisti non avrebbero mai dovuto essere arruolati con la forza! Tutti questi rapimenti sono avvenuti dopo che i giornalisti avevano denunciato pubblicamente la repressione della stampa e la coscrizione mirata di giornalisti – almeno due dei quali risultano ancora arruolati al momento della stesura di questo testo. RSF chiede alle autorità di fare piena luce sul destino dei giornalisti – che con ogni probabilità sono ancora arruolati o scomparsi – e di porre fine alla cultura del silenzio e della paura imposta ai giornalisti in Burkina Faso.”
L’arresto di Sanogo e Zongo e dei loro colleghi rappresenta non solo un attacco individuale contro questi professionisti ma anche un chiaro segnale di repressione verso tutti coloro che osano esprimere opinioni critiche nei confronti del governo. La libertà di stampa è un fondamento della democrazia e la sua erosione costituisce una grave minaccia per i diritti civili e politici nel paese. È fondamentale che la comunità internazionale continui a sostenere gli sforzi per la protezione dei giornalisti e per la salvaguardia della libertà di informazione in Burkina Faso e oltre.

