Negli ultimi mesi, il Burkina Faso e l’intera regione del Sahel sono stati colpiti da una crescente ondata di disinformazione anti-occidentale, alimentata da campagne pro-russe. Queste strategie, secondo vari analisti e governi, stanno minando la stabilità della regione, creando un clima di sfiducia verso le istituzioni occidentali.
Un esempio emblematico di questa disinformazione è rappresentato da una serie di video virali che affermano erroneamente che una donna francese, identificata come Claire Dubois, sarebbe stata arrestata per spionaggio a Ouagadougou. Dubois, secondo tali video, è una lavoratrice di un ONG che, con la sua attività umanitaria, avrebbe in realtà svolto un ruolo di raccolta di informazioni militari per conto della Francia.
Le affermazioni diffuse nel corso di questa campagna disinformativa non sono supportate da alcuna prova concreta. La fonte originale del video, pubblicato inizialmente su YouTube, riportava esplicitamente un avviso che indicava il contenuto come una “opera di fiction”. Il messaggio chiariva che “le situazioni e i dialoghi rappresentati sono completamente fictionali e non riflettono eventi reali”.
Tuttavia, tale disclaimer è stato sistematicamente rimosso nelle versioni ripubblicate su piattaforme social quali TikTok, Facebook e X (precedentemente Twitter). In particolare, un video su TikTok che propaga queste false informazioni ha raggiunto oltre due milioni di visualizzazioni, contribuendo così a diffondere la narrativa ingannevole.
Questa situazione evidenzia un problema più ampio e preoccupante: la rapida diffusione della disinformazione può influenzare significativamente l’opinione pubblica e le dinamiche politiche in regioni già vulnerabili.
Il video, originariamente disponibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=EuVknudYAsQ&ab_channel=IbrahimTraoreStories è stato poi rimosso dallo steso utente che lo aveva postato, in un evidente tentativo di nascondere la mano dopo aver lanciato la pietra.

