Crisi politica in Burkina Faso, arriva il rimpasto di governo.

Lassina Zerbo
Portrait Dr Lassina Zerbo CTBTO 2015 by Photo Simonis License CC BY 2.0

In seguito alle proteste di massa della popolazione occorse nelle scorse settimane, il presidente Roch Kaboré ha dato incarico al nuovo primo ministro Lassina Zerbo di formare un nuovo governo. Quest’ultimo è stato annunciato lo scorso 13 dicembre 2021, ed ha visto il taglio di 19 ministri su 33, ovvero più della metà. Fra quelli, otto sono stati tagliati, pertanto il numero totale di ministri è sceso a 25. Un rimpasto reso necessario dalle proteste di piazza nelle ultime settimane, che ha visto tutte le località più grandi della nazione protestare principalmente per la situazione di ubiquitaria insicurezza causata da terrorismo, bande armate e conflitti etnici. Ovviamente i sostenitori di Kaboré non hanno visto di buon occhio il rimpasto, accusando piuttosto le opposizioni di mancanza di collaborazione col governo in un momento in cui veniva fatto appello all’unità nazionale per far fronte all’emergenza insicurezza.
Fra i silurati vi sono esponenti del partito di Kaboré; da poco sulla poltrona della Difesa, è rimasto al suo posto il generale Aimé Barthélémy Simporé, così come altri ministri di estrazione universitaria. Un governo che potremmo definire tecnico, o pseudo tecnico, proprio grazie alla provenienza della maggior parte dei suoi ministri, a discapito della conueta lottizzazione delle poltrone.
A Lassina Zerbo rimane il non facile compito di portare il Burkina Faso fuori dalla crisi sociale e politica, ancor prima che economica, in cui versa e che si è aggravata a partire dal secondo mandato presidenziale di Roch Kaboré; parlano i fatti, con l’inasprimento del conflitto con i gruppi jihadisti, ed il conseguente dramma degli sfollati interni che si sta evolvendo in una nuova catastrofe umanitaria. Circolano voci in merito a trattative che non solo il Burkina Faso, ma anche Mali e Niger avrebbero intavolato con i terroristi per cercare di porre fine alle violenze, ma se ciò fosse vero non pare che l’iniziativa abbia avuto molto successo; fra l’altro ciò andrebbe ad indebolire ulteriormente il fronte anti jihadista che annovera anche alcuni contingenti europei, fra cui quelli francese ed italiano.
In molti vedono in Lassina Zerbo l’uomo super partes che potrebbe coalizzare sotto lo stesso ombrello i vari attori per combattere i problemi del territorio; una specie di Mario Draghi dalla bacchetta magica che però ha ancora tutto da dimostrare.