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Caso Tanwalbougou: secondo il procuratore, le 12 vittime non sono state giustiziate.

Il procuratore della città di Fada N’Gourma, Judicael Kadéba, ha riferito il risultato dell’indagine condotta per appurare le cause della morte di 12 sospetti terroristi all’interno delle loro celle nella gendarmeria di Tanwalbougou. Egli ha asserito che non è stata osservata alcuna lesione traumatica sui corpi e che lo stato di decomposizione dei corpi non ha permesso di eseguire un’autopsia. L’obitorio dell’ospedale ove erano stati trasferiti i cadaveri non è infatti dotato di una cella frigorifera. Un’autopsia, secondo i medici, potrebbe essere possibile fra tre mesi, con la riesumazione dei corpi. Il procuratore tuttavia ha riferito che, secondo le testimonianze, nessuno avrebbe udito colpi d’arma da fuoco la notte della strage, al contrario di quanto affermato dai parenti delle vittime che avrebbero potuto visionare i resti, secondo cui questi ultimi erano ricoperti di sangue e presentavano tracce di colpi d’arma da fuoco.
La conclusione a cui è giunto il procuratore è che allo stato attuale non è possibile determinare la causa delle morti. Allo scopo sarebbero necessarie ulteriori indagini. Tuttavia, essendo il fatto accaduto all’interno di una struttura della gendarmeria, tale incarico passerà alla procura militare.

Il Collective Against Impunity and Community Stigma (CISC) ha espresso numerose perplessità in merito alla conduzione dell’indagine ed alle conclusioni del procuratore, accusato tra l’altro di non essersi nemmeno preso la briga di recarsi sul posto, essendoci le necessarie condizioni di sicurezza.

Fonte: Tiga Cheick Sawadogo per Lefaso

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