A leggere i post sui social media in Burkina Faso sembrano tutti entusiasti del leader della junta militare al potere, Ibrahim Traoré, e del suo operato. Tutti lo osannano, tutti lo acclamano anche in altri stati africani e lo additano a modello da imitare.
Nel frattempo però la città di Djibo nel nord è sotto assedio da parte dei terroristi da mesi, e solo poche ore fa ha pagato l’ennesimo tremendo tributo di sangue.
Domenica 11 maggio 2025 oltre 100 persone, per lo più soldati, sono state brutalmente uccise durante una serie di attacchi coordinati che hanno colpito diverse località del nord del Paese, tra cui una base militare ed appunto la strategica città di Djibo. Questi attacchi sono stati rivendicati dal Jama’at Nasr al-Islam wal-Muslimin (JNIM), che ha dimostrato la propria capacità operativa eseguendo assalti simultanei su otto diverse località. Questo modus operandi ha avuto come obiettivo specifico quello di limitare il potenziale intervento dell’aeronautica militare del Burkina Faso, sottolineando ulteriormente la pianificazione strategica dei militanti. A Djibo, il gruppo jihadista ha prima conquistato i posti di blocco all’ingresso della città, successivamente assaltato gli accampamenti militari, in particolare quello dell’Unità Speciale Antiterrorismo. L’assenza di supporto aereo ha permesso ai combattenti di operare senza problemi significativi contro le forze governative, a differenza di attacchi precedenti che erano stati respinti con successo.
![Il presidente ad interim del Burkina Faso stringe la mano al dittatore russo Vladimir Putin [27/7/2023] Source http://en.kremlin.ru/.](https://www.burkinafaso-bz.org/wp-content/uploads/2023/08/traoreconputin_27.7.2023.jpg)
Ah, dimenticavo: nel frattempo il grande leader Ibrahim Traoré era a Mosca a farsi intervistare.
Fonti: RaiNEWS, tgcom24, avvenire.it

